Visita il comuneMuseo Mallè
VIA IV NOVEMBRE 54, DRONERO
TEL. 0171/ 90.93.29 FAX. 0171/91.88.34
EMAIL: museo.malle@afpdronero.it
APERTURA: Da Aprile a Ottobre nei giorni di Sabato, Domenica e festivi dalle ore 14,30 alle ore 19,00. Da Novembre a Marzo nei giorni di Domenica e festivi (escluso 25 Dicembre e 1 Gennaio) dalle ore 14,30 alle ore 18,30.
LINK UTILI:
www.museomalle.it
www.marcovaldo.it
Breve biografia di Luigi Mallé
Luigi Mallé nasce a Torino nel 1920, figlio unico di Maria Giordano e Mario Mallé, da una famiglia già originaria di Dronero trasferitasi a Torino nel 1905. I famigliari conservano la casa di Dronero come luogo per la villeggiatura estiva, di fatti Luigi e la madre vi trascorrono le loro vacanze fino al 1934. Il 4 gennaio 1935 la madre muore: il figlio, quattordicenne, conserverà sempre un forte legame affettivo con la figura materna, da cui aveva ereditato un profondo amore per l'arte. Luigi frequenta le scuole elementari e medie, il ginnasio e il liceo presso l'Istituto San Giuseppe di Torino con ottimi risultati, come risulta dalle medaglie ancora oggi conservate a Dronero. Tra il 1941 e il 1943 presta il servizio militare: durante questo periodo hanno inizio i suoi problemi di salute, che lo porteranno ad una morte prematura. Nel 1943 si laurea in Giurisprudenza e poi in Scienze politiche, seguendo la tradizione familiare che vedeva il nonno paterno notaio e il padre avvocato. Richiamato al servizio militare attivo nel 1944, è catturato e deportato in Germania (a Tirbak, presso Lipsia): il ritorno in Italia avviene nel giugno 1945. Dopo un anno consegue la terza laurea, in Lettere, con una tesi in Storia dell'arte (sul Trattato della Pittura di Leon Battista Alberti). Luigi Mallé diventa direttore dei Musei Civici di Torino, carica che ricopre dal dicembre del 1965 fino all' agosto del 1973. Nel frattempo, tra il 1970 e il 1971, insegna presso l'Università di Torino con l'incarico di libera docenza in Storia dell'Arte. Durante la sua vita redige numerosi cataloghi ed effettua diversi viaggi, cominciando a collezionare opere e oggetti di varia natura. Muore prematuramente l'8 gennaio 1979, a Torino
Il Museo
Il Museo Civico di Dronero, aperto nel 1995, nasce per volontà testamentaria dello storico dell'arte Luigi Mallé, che alla morte, avvenuta nel 1979, lega al comune dronerese la "casa di famiglia", con tutto il suo contenuto, affinché vi venga istituito un Museo a suo nome. Dall'anno 2000 il Museo è gestito, mediante una convenzione col Comune di Dronero, dall'Associazione Culturale Marcovaldo di Caraglio, che ne permette l'apertura durante tutto l'anno. L'edificio, di fondazione seicentesca, ospita al piano terreno la Biblioteca Civica, al primo e secondo piano le collezioni. Gli spazi del I piano, che ospitano la collezione permanente, sono suddivisi per epoche storiche: dal Cinquecento al Novecento; il II piano invece è dedicato alla figura di Luigi Mallé nei suoi aspetti più intimi e privati: fotografie di famiglia, mobili che arredavano un salotto del secondo Ottocento, una sala da pranzo neo-rinascimento, oggetti mai esposti prima e quadri, che opportunamente restaurati, vedono la luce per la prima volta. I repertori del Museo, così eterogenei, comprendono: 42 arredi, 59 ceramiche provenienti da vari paesi tra cui Cina, Giappone, Francia, Inghilterra, 129 tra dipinti e disegni dall'inizio del Seicento alla seconda metà del Novecento; 204 fotografie, 8 orologi ottocenteschi, 38 stampe dal 1750 al 1890, 15 vetri che comprendono caraffe, coppe e vasi, di cui un Gallé e un Daum. E ancora maioliche, vasi liberty, piccoli soprammobili, giocattoli, ventagli e dischi di musica d'opera.
Della collezione permanente, oltre alle tele del tardo Cinquecento, spicca una statua in legno policromo della scuola trentina di Stefano Lamberti che raffigura un Santo Vescovo di notevole qualità e raffinatezza. Per il Seicento si possono ammirare opere di pittori attivi in quel periodo in Piemonte, tra cui Charles Dauphin con la sua Allegoria dell'Angelo custode, e una serie di opere fiamminghe e olandesi, con scene di genere e il Ritratto di gentiluomo attribuito alla cerchia di Michiel Van Mierevelt. Nella sala del Settecento vi sono arredi pregiati tra cui una chaise-longue, una consolle di legno intagliato e dorato con specchiera, un cassettone intarsiato e opere di Giovanni Battista Crosato, Francesco De Mura, Giovan Domenico Molinari, quattro stampe rococò di Johann Wolfgang Baumgartner, affiancate da due splendidi ritratti a pastello di scuola francese.
In una piccola veranda, si incontra la ricostruzione di come poteva presentarsi un salottino di fine Ottocento. Oggetti e fotografie di famiglia sono esposte insieme alle opere di Federico Boccardo, di Enrico Reycend e Antonio Fontanesi. Nella sala dell'Ottocento troviamo i paesaggisti del tardo ottocento, tra cui Giuseppe Camino con il suo Bacino d'Ivrea, Vittorio Avondo, Marco Calderini, Silvio Allason e poi lo scriviritto del nonno notaio, le riproduzioni delle più belle foto di famiglia; completano l'arredo un serre-papier ed un mobile-altare intorno al quale la famiglia si riuniva per celebrare la S. Messa. Le numerose reliquie in esso contenute, sono state donate alla Chiesa dei Cappuccini (proprio di fronte a casa Mallé), ed esposte nella Cappella dell'Assunta. L'ultima zona espositiva è dedicata ai pittori del Novecento fra i quali Lucio Fontana, Graham Sutherland, Umberto Mastroianni, Julio Gonzales, Gerard Schneider, Adriano Parisot; trova posto anche un salottino Thonet in paglia di Vienna ottimamente conservato.
